Tra artificiale e naturale, tra natura e costruito: è in questo equilibrio sottile che una giovane coppia sceglie di costruire il proprio modo di abitare.
La luce è la vera protagonista del progetto. Non solo illumina, ma plasma lo spazio, ne rivela la profondità e restituisce vita alle superfici. È la luce, nella sua relazione con l’ombra, a generare materia.
Il piano terra è concepito come spazio della convivialità. I percorsi convergono verso un punto centrale — la tavola circolare — simbolo di condivisione e nucleo della vita domestica. Intorno ad essa lo spazio si apre, fluido e continuo, in un dialogo costante tra pieno e vuoto, tra luce e materia.
Un segno ligneo, sospeso e leggero, attraversa verticalmente l’ambiente. La sua essenza in rovere naturale introduce un contrasto caldo rispetto al bianco dominante, definendo un equilibrio tra rigore e intimità. Questo elemento diventa connessione, accompagnando alla zona notte, dove l’atmosfera si fa più raccolta e materica. Qui, i toni della terra e del blu del cielo evocano la dimensione dell’intimità e del riposo.
In questo progetto, abitare significa collocarsi in un continuo dialogo tra opposti: luce e ombra, naturale e artificiale, costruito e paesaggio. Una ricerca che restituisce alla casa la sua dimensione più profonda — quella di spazio sensibile, capace di accogliere e riflettere la vita di chi la abita.
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