Setti, blocchi, piani che giocano insieme alternandosi tra loro creando un sistema spazio che trasforma il contenitore contaminato dal contenuto. L’allestimento nasce con l’obiettivo di esprimere la forza espressiva della materia sia nell’alternanza cromatica che nelle finiture tattili.
Le geometrie semplici e razionali generano dei possibili flussi liberi che in alcuni punti si incrociano favorendo l’occasione di relazioni tra visitatori in spazi diversi.
Il cuore dell’allestimento è la piazza centrale realizzata con blocchi monolitici ottenuti da un apparente fare stereotomico che si evince dal radicamento tra gli oggetti elevati e le superfici del pavimento. Una suggestione che allude ad un possibile luogo conviviale come una zona giorno tra cucina e spazio a stare.
In basso a sinistra troviamo una stanza monolitica aperta in copertura e su di un lato dove nel suo interno la stanza si riflette e si apre come a segnare l’interno che si proietta verso l’infinito.
In alto a sinistra, piani orizzontali incastrati tra loro offrono una possibilità di relazionarsi o di momentanea sosta del vertice che guarda l’intera composizione del luogo.
In basso nel baricentro si attraversa uno spazio semi contenitivo che tagliato dalla luce allude ad una biblioteca tra luce e cultura.
In basso a destra un gioco di incastri di elementi semplici genera la suddivisione di momenti diversi del luogo, rimandando ad un possibile filtro tra uno spazio interno ed esterno.
In alto a destra una composizione di pieni e vuoti genera percezioni possibili di spazi interni a contatto con l’acqua.
L’allestimento è generato da segni artistici capaci di coinvolgere in maniera sinestetica il visitatore proiettandolo in una dimensione che è oltre al mero luogo che vede.
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