Da luogo simbolico della comunità a dimora privata intrisa di storia e affetti: ciò che un tempo fu il primo e unico distributore di carburanti del paese — punto di riferimento per una realtà agricola radicata nella terra e nelle sue primizie — oggi si trasforma in una casa contemporanea che costruisce la propria identità sul dialogo tra conservazione e innovazione, memoria e progetto. Un luogo di radici e rinascita.
Il giardino della memoria
All’esterno, il cortile si articola in due spazi complementari e simbolici:
il “giardino di pietra”, luogo conviviale d’incontro e di socialità, reinterpretazione del vecchio piazzale del distributore;
il “giardino dell’ulivo”, posto sopra l’antico serbatoio interrato, memoria tangibile della storica attività familiare e metafora di continuità e radicamento.
Questi due giardini restituiscono il senso profondo del progetto: ricucire la dimensione comunitaria con quella intima, riconnettendo spazio, tempo e appartenenza.
Il cuore interno: luce, materia e movimento
Gli interni si articolano su più livelli organizzati attorno a un vuoto centrale, che diventa il fulcro percettivo della casa.
A dominare lo spazio è la scala elicoidale in marmo bianco, avvolta da un nastro continuo di legno: una scultura abitabile che accompagna il movimento verticale e genera prospettive sempre diverse.
La scala, oltre a collegare i piani, ospita una galleria verticale di opere d’arte, concepita come parte integrante dell’esperienza abitativa.
I portali tematici scandiscono le soglie tra le diverse funzioni, preparando il passaggio dagli spazi conviviali alle zone più intime.
La composizione stilistica si fonda su un equilibrio eclettico e coerente: le parti basse delle pareti, dal carattere più romantico e decorativo, dialogano con le superfici pure e lineari degli ambienti funzionali, generando un linguaggio raffinato e contemporaneo.
La dimensione conviviale
La cucina è il vero cuore pulsante della casa.
Progettata come spazio aperto e dinamico, si affaccia da un lato sulla sala da pranzo, dominata da un grande tavolo di condivisione, e dall’altro sulla zona living, disegnata da una composizione di sofà pensata come esaltazione del conversare e del vivere insieme.
Il piano nobile
Al livello superiore, la distribuzione si organizza in due ali: da una parte i servizi centrali e due camere, dall’altra la suite padronale, articolata in tre ambienti — camera, cabina armadio e bagno privato — connessi in un continuum di luce e materia.
L’atmosfera, misurata e accogliente, traduce il linguaggio del progetto in una dimensione più intima e riflessiva.
“Casa tra memoria e innovazione”, affronta il tema della trasformazione dell’identità architettonica con sensibilità, misura e consapevolezza.
È un progetto che non cancella il passato, ma lo accoglie come fondamento per costruire il presente — un gesto di riconciliazione tra architettura, tempo e memoria.
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